GALLINARI NE FA 31 MA DENVER KO - Il voto più alto va all'ex Olimpia Milano: il numero 8 eguaglia la miglior prestazione della carriera nel match che i Denver Nuggets (6-3) perdono per 121-117 sul campo dei San Antonio Spurs (6-2). L'ala azzurra, titolare per 39'30", dà spettacolo con 10/16 al tiro (3/4 da 3 punti), 5 rimbalzi e 2 assist. I Nuggets, senza il centro Nenè, precipitano a -20 (53-33) nel primo tempo ma nel terzo periodo Gallinari rianima la squadra con 16 punti. Denver ha la forza di risalire la china fino a -2 (106-104) ma, nonostante i 20 punti (con 10 rimbalzi) di Ty Lawson e i 19 di Al Harrington, non riesce a completare la rimonta e finisce al tappeto dopo quattro successi di fila. Non manca qualche recriminazione per un'azione 'sospetta': con gli Spurs avanti di 5 punti nel finale, non viene fischiato un fallo evidente su Lawson. San Antonio ringrazia e chiude i giochi con la tripla di Richard Jefferson. Gli 'speronì conducono in porto il successo e sopperiscono all'assenza dell'infortunato Manu Ginobili portando sette uomini in doppia cifra: brilla in particolare Daniel Green (24 punti con 9/13 dal campo).
TORONTO, NON
BASTA UN BUON BARGNANI - Senza storia, o quasi, la sfida che i Toronto Raptors (3-5) perdono per 97-62 sul parquet dei Philadelphia 76ers (5-2). Ai canadesi, spazzati via nel terzo periodo con il parziale di 32-15, non basta il solito Bargnani. Il 'mago', in campo per 32'11", mette a referto la prima 'doppia doppià dell'anno con 21 punti (8/19 dal campo e 1/ 4 da 3 punti) e 11 rimbalzi. Attorno al lungo romano, però, c'è il nulla: Toronto tira con il 31,8% dal campo e solo Amir Johnson, con 12 punti, arriva in doppia cifra. Philadelphia dà lezioni in difesa e in attacco marcia senza problemi: alla fine, 14 punti a testa per Andre Iguodala e Jrue Holiday.
IL 'MAGO': "LA FATICA NON E' UNA SCUSA" - "La difesa di Philadelphia ci ha messo in crisi, ci ha tolto il ritmo. I Sixers hanno giocato molto meglio di noi: siamo riusciti a risalire fino a -3, sarebbe stato importante infilare un paio di tiri - dice il lungo romano ripensando al momento in cui la gara si è spaccata in due -. La fatica non può essere una scusa. Anche Philadelphia aveva giocato la sera prima".
'BELI' NON INCIDE, HORNETS BATTUTI A DALLAS - Pochi sorrisi anche negli spogliatoi dei New Orleans Hornets (2-6), battuti 96-81 in casa dei Dallas Mavericks (4-5) e costretti al sesto stop consecutivo. Belinelli non incide: la guardia bolognese gioca solo 17'14" da titolare, realizzando 3 punti (1/4 al tiro). Gli Hornets, con soli 9 uomini a disposizione, si affidano a Al-Farouq Aminu (15 punti e 12 rimbalzi) e a Jarrett Jack (13 punti e 7 assist). "Dobbiamo lavorare per rimetterci in carreggiata", dice Belinelli. I Mavs, ancora lontani parenti della squadra campione sei mesi fa, ringraziano Vince Carter e Ian Mahinmi (13 punti a testa). Per vedere il miglior Dirk Nowitzki (10 punti con 2/11 al tiro) bisogna aspettare.
LEBRON, RIENTRO DA LEADER PER MIAMI - Lascia il segno, eccome, il rientrante LeBron James. Dopo una gara da spettatore per una distorsione alla caviglia, il 'presceltò torna a guidare i suoi Miami Heat (8-1) con 32 punti nella vittoria per 101-90 sul parquet dei New Jersey Nets (2-7). Dwyane Wade è ancora fuori con un piede dolorante, ma la corazzata della Florida non si ferma.
STOP CHICAGO DOPO 6 VITTORIE DI FILA - Perde un colpo, invece, Chicago. I Bulls (7-2), dopo sei vittorie di fila, vengono superati 109-94 dagli Atlanta Hawks (6-3). I falchi prendono il volo con i 25 punti di Josh Smith, i tori pagano la serata grigia di Derrick Rose (8 punti con 3/10 al tiro).
RISULTATI: Indiana Pacers - Charlotte Bobcats 99-77; Atlanta Hawks - Chicago Bulls 109-94; New Jersey Nets - Miami Heat 90-101; Detroit Pistons - New York Knicks 80-103; Houston Rockets - Oklahoma City 95-98; Philadelphia 76ers - Toronto Raptors 97-62; San Antonio Spurs - Denver Nuggets 121-117; Dallas Mavericks - New Orleans Hornets 96-81; Los Angeles Clippers - Milwaukee Bucks 92-86; Golden State Warriors - Utah Jazz 87-88
(08 gennaio 2012)
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